La nostra storia
2015
Un’idea, a Varese
All’inizio del 2015 un gruppo di famiglie cinesi della provincia di Varese mette a fuoco l’obiettivo, con l’aiuto dell’Associazione dei cinesi dello Zhejiang di Milano: una scuola dove i figli non perdano la lingua di casa. Alla fine dello stesso anno arriva l’accordo con l’Istituto Salesiano “AT Maroni” di Varese, che apre le sue aule la domenica.
2016
Le prime lezioni, e un gemellaggio
A giugno partono i primi corsi estivi. A settembre, con il sostegno dell’Ufficio per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare del Consiglio di Stato, la scuola stringe un gemellaggio con la scuola primaria Xiantai di Changchun, nello Jilin. A dicembre i primi studenti partono per il campo invernale del programma “Viaggio alle Radici”.
2017
Verso Pechino
A luglio un gruppo di studenti partecipa al campo estivo di Pechino del programma “Viaggio alle Radici”. Non è turismo: è il viaggio che dà un senso concreto a quello che si studia la domenica mattina.
2018
La domenica a Busto Arsizio
Il 26 settembre 2018 le lezioni arrivano anche a Busto Arsizio, in collaborazione con Acof Olga Fiorini: ogni domenica, per i bambini dai 7 anni, lingua cinese insieme a geografia, storia e cultura.
2023
Sedi proprie, e la stessa scuola
La scuola passa di mano, a chi in quelle aule aveva già insegnato, ed è oggi gestita da Zig Zag Academy. Per la prima volta ha sedi proprie, a Varese e a Busto Arsizio. Cambia la gestione; restano il nome con cui le famiglie la conoscono e il motivo per cui era nata.
2025/26
Dodici livelli, e tutto quello che ci sta intorno
Il percorso segue i dodici volumi del manuale Zhongwen, dal primo carattere fino alla certificazione HSK, con un test d’ingresso che individua il livello giusto senza far perdere tempo a nessuno. Accanto alla lingua: calligrafia, recitazione e dizione, canto, arte, matematica, coding, italiano per stranieri e cinese commerciale. L’obiettivo è quello scritto dalla scuola stessa anni fa: che i ragazzi arrivino in aula pensando «voglio imparare il cinese», non «devo imparare il cinese».